PATOLOGIE ORTOPEDICHE

Presso lo studio, Il Dott. Filippo Tonelli, medico chirurgo specializzato in ortopedia e traumatologia, si occupa della diagnosi e del trattamento delle principali patologie della spalla, accompagnando i pazienti in un percorso di cura personalizzato, dalla visita alla riabilitazione.

Ogni paziente viene seguito con attenzione, a partire dall’ascolto dei sintomi, dall’esame obiettivo approfondito e dall’analisi della documentazione diagnostica disponibile. In base alla gravità della condizione, allo stile di vita e alle esigenze funzionali, viene definito un percorso terapeutico personalizzato volto a ridurre il dolore, recuperare la mobilità e consentire il ritorno sicuro alle attività quotidiane, sportive e lavorative.

Nelle sezioni seguenti vengono illustrate le principali patologie trattate dal Dott. Tonelli, con informazioni sui sintomi, le cause e le opzioni di trattamento, per aiutare i pazienti a orientarsi e capire quando rivolgersi a uno specialista.

Patologie della Spalla Trattate

Esperienza comprovata nel trattamento di tutte le principali patologie della spalla, affrontate con approcci conservativi o chirurgici in base alle reali esigenze del paziente.

Il dolore alla spalla può compromettere i gesti quotidiani, il lavoro e l’attività sportiva: condizioni come tendiniti, lesioni della cuffia dei rotatori, instabilità articolare, capsulite adesiva (spalla congelata) o artrosi richiedono una valutazione specialistica accurata.

Ogni percorso di cura inizia con una diagnosi precisa e si sviluppa attraverso trattamenti mirati, finalizzati al recupero della funzionalità e alla riduzione del dolore nel tempo.

Lesioni della Cuffia dei Rotatori

La cuffia dei rotatori è un insieme di tendini fondamentali per sollevare e ruotare il braccio. Quando si lesionano, possono comparire dolore alla spalla, difficoltà nei movimenti quotidiani e disturbi notturni che peggiorano la qualità del sonno.

Sintomi Principali:

  • Dolore persistente, spesso notturno;
  • Debolezza nel sollevare il braccio;
  • Perdita di forza;
  • Limitazione dei movimenti quotidiani;

Quando preoccuparsi:

Quando il dolore alla spalla persiste per più di due o tre settimane, limita i movimenti o compare una perdita di forza improvvisa, è consigliabile rivolgersi a uno specialista in ortopedia per una valutazione approfondita.

Trattamenti Disponibili:

Il trattamento viene definito in base al tipo di lesione, all’età e alle esigenze del paziente. Nei casi meno gravi può essere sufficiente un percorso conservativo con fisioterapia e terapie infiltrative, mentre in situazioni selezionate si può valutare un intervento chirurgico.

Obiettivi del trattamento:

Ridurre il dolore, recuperare la forza e tornare alle attività quotidiane, lavorative e sportive.

Illustrazione anatomica della cuffia dei rotatori con i quattro tendini della spalla
Il Dr. Filippo Tonelli esegue un test clinico sulla spalla di un paziente per la diagnosi di tendinite del capo lungo del bicipite.

Instabilità e Lussazioni della Spalla

L’instabilità della spalla è una condizione in cui le strutture che mantengono l’articolazione stabile risultano danneggiate, favorendo episodi di lussazione (fuoriuscita completa della testa dell’omero dalla cavità glenoidea) o di sublussazione, quando la fuoriuscita è solo parziale.

Si tratta di un problema frequente soprattutto nei soggetti giovani e negli sportivi, ma può interessare anche persone con una naturale lassità articolare.

Tipologie di instabilità della spalla

L’instabilità può avere origini diverse. In alcuni casi è traumatica, conseguente a una caduta, a un movimento violento o a un gesto sportivo improvviso. In altri casi è atraumatica, legata a una predisposizione costituzionale e a una maggiore elasticità dei tessuti.

Dal punto di vista clinico può presentarsi come instabilità unidirezionale oppure multidirezionale, con sintomi che variano da una sensazione di insicurezza articolare a veri e propri episodi di lussazione.

Quando è indicato l’intervento chirurgico

Dopo una valutazione clinica accurata e l’analisi degli esami strumentali, il trattamento viene sempre personalizzato. Nei casi di instabilità recidivante o quando il trattamento conservativo non è sufficiente, può essere indicato un intervento chirurgico mirato.

Tra le principali opzioni chirurgiche rientrano:

  • la riparazione artroscopica di Bankart, indicata per stabilizzare il labbro glenoideo lesionato

  • la procedura di Latarjet, utilizzata in presenza di instabilità recidivanti associate a perdita ossea

  • la capsuloplastica, indicata soprattutto nei quadri di instabilità multidirezionale

L’obiettivo del trattamento è ripristinare la stabilità della spalla, ridurre il rischio di nuove lussazioni e consentire un ritorno sicuro alle attività quotidiane e sportive.

Tendinopatia Calcificazione della cuffia dei rotatori

La tendinopatia calcifica della cuffia dei rotatori è una condizione caratterizzata dalla formazione di depositi di calcio all’interno dei tendini della spalla, più frequentemente a carico del tendine sovraspinato.
Si tratta di una patologia che può comparire nel tempo a causa di fenomeni infiammatori o degenerativi e che, in alcune fasi, può provocare dolore anche molto intenso.

Sintomi più comuni

I sintomi possono variare in base allo stadio della patologia. Nei periodi di maggiore infiammazione il paziente può avvertire un dolore acuto alla spalla, spesso associato a una limitazione dei movimenti e a una sensazione di scroscio o attrito durante l’articolazione del braccio.

Come si effettua la diagnosi

La diagnosi viene formulata attraverso una valutazione clinica accurata, supportata da esami strumentali, in particolare l’ecografia, che consente di individuare la presenza e le caratteristiche della calcificazione.

Approccio terapeutico

Il trattamento viene definito in modo personalizzato in base all’intensità dei sintomi, alla dimensione della calcificazione e alle esigenze funzionali del paziente.
Nella maggior parte dei casi si inizia con un approccio conservativo che può includere fisioterapia e terapie infiltrative. In situazioni selezionate può essere indicata l’aspirazione ecoguidata della calcificazione, mentre il trattamento chirurgico artroscopico viene riservato ai casi resistenti alle terapie conservative o in presenza di una compromissione del tendine.

L’obiettivo è ridurre il dolore, migliorare la mobilità della spalla e consentire un recupero funzionale progressivo.

Terapia sulla spalla con deposito di calcio nel tendine della cuffia dei rotatori

Tendinite del capo lungo del bicipite

Tendinite del capo lungo del bicipite

La tendinite del capo lungo del bicipite è una condizione infiammatoria, acuta o cronica, che interessa il tendine del bicipite nel suo decorso anteriore alla spalla, a livello intra-articolare.

È spesso associata a sovraccarichi funzionali, movimenti ripetitivi sopra la testa o a patologie concomitanti della cuffia dei rotatori.

Sintomi più frequenti

Il sintomo principale è un dolore localizzato nella parte anteriore della spalla, che può irradiarsi lungo il braccio. Il fastidio tende ad accentuarsi durante i movimenti sopra la testa o nelle attività che richiedono forza e stabilità della spalla. In alcuni casi il paziente riferisce una sensazione di scatto o di instabilità durante il movimento.

Approccio terapeutico

Il trattamento viene definito dopo un’attenta valutazione clinica ed è inizialmente di tipo conservativo. Nella maggior parte dei casi si ricorre a un percorso di fisioterapia mirato, eventualmente associato a terapie infiltrative ecoguidate per ridurre l’infiammazione e il dolore.

Nei quadri cronici o quando i sintomi persistono nonostante un adeguato trattamento conservativo, può essere indicato un intervento chirurgico artroscopico, come la tenotomia o la tenodesi del capo lungo del bicipite, con l’obiettivo di alleviare il dolore e migliorare la funzionalità della spalla.

Altre patologie trattate

È normale avere dubbi quando si parla di spalla

Dolore, limitazioni nei movimenti e diagnosi poco chiare generano incertezza. Queste sono alcune delle domande più frequenti che emergono prima di una visita.

Malattia degenerativa in cui la cartilagine che riveste l’omero e la glena si consuma gradualmente.

Con il passare del tempo le superfici articolari diventano irregolari, generando attrito, dolore e limitazione nei movimenti.

Fratture che coinvolgono la parte alta dell’omero, tipiche di cadute o traumi diretti / indiretti

La clavicola è uno dei siti più frequenti di frattura, soprattutto in seguito a cadute, incidenti sportivi o traumi diretti sulla spalla.

La maggior parte delle fratture interessa la porzione centrale (3/5 medial-distale), che è anche la più esposta a spostamenti dei frammenti.